Il Museo

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La stazione di Signa, tra Firenze e Pisa, da anni impresenziata ed automatizzata, è sede di un prezioso Museo Ferroviario che racconta, all’interno dei vecchi locali, la storia della ferrovia, dei suoi oggetti di lavoro, di treni e di quella miriade di personale che nel tempo ha lavorato sui binari della rete.

Raccontare il Museo di Signa, che dopo una lunga chiusura verrà riaperto, è impossibile. Per raccontare il Museo di oggettistica ferroviaria di Signa occorre recarsi in stazione ed incontrare il suo amabile Presidente, Salvatore Leoni che con fare garbato detiene i segreti di molti anni di ferrovia del Novecento. Fu infatti intorno al 1950 che venne assunto come Capo stazione per continuare quasi fino al nuovo secolo a vivere tra i binari della rete. Un berretto rosso di primissima classe che ancora oggi, con i suoi novant’anni di età, ricorda minuziosamente non solo aneddoti e regolamenti del tempo, ma quel trascorso di un’Italia ferroviaria della rinascita che risorgeva dalle ceneri del dopoguerra. Salvatore narra, nei grandi saloni, gli oggetti del Museo, facendoli rivivere che ancora odoranti di ferrovia testimoniano quel periodo d’oro tra il vapore ed il carbone bianco. Targhe, lampade e fanali, orologi e telegrafi, cappelli e divise, ma soprattutto moltissimi apparati elettrici ed elettromeccanici di segnalamento e di sicurezza che permettevano la circolazione dei treni. Non mancano oggetti preziosi e tutelati dalla Fondazione F.S. come vecchi orologi, segnali e moltissimo materiale raro che a Signa è esposto e conservato in maniera egregia. Grazie anche alle competenze di molti appassionati, tecnici FS in pensione, ferrovieri con la passione per la storia e la conservazione museale, il Museo è diventato una chicca nel panorama storico ferroviario, rappresentando forse il miglior sito di oggettistica statica e funzionante del movimento dei treni e della circolazione in cui, i dispositivi funzionano davvero.  Spie luminose, trilli di campanelle e di telefoni, scatti di lancette sono rumori del tempo intrisi di racconti e di aneddoti di quelle strade ferrate, già raccontate un tempo a Salvatore da quegli anziani ferrovieri che furono i colleghi nei primi anni di lavoro. Insomma, una storia ferroviaria che si tramanda di generazione in generazione e che a Signa, profuma di quel risorgimento ferroviario che ha unito l’Italia e gli Italiani. Salvatore Leoni capostazione e benemerito della rotaia ne ha fatti partire di treni,  e ancora oggi sebbene in pensione da molti anni, rimane un ferroviere testimone che con il suo sapere e la sua cordialità dirige la Stazione Museo di Signa. Professionalità e sentimento di uomo d’altri tempi, che con un’energia imponente fa  appassionare grandi e bambini, custodendo e valorizzando una parte di storia italiana, quella del Treno dei suoi binari e dei suoi preziosi oggetti.  Cristian Rossi

A causa della Pandemia Covid 19 l’inaugurazione del nuovo Museo di Oggettistica ferroviaria è posticipata a data che verrà comunicata.

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